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Informazioni turistiche su Siena.
PIAZZA DEL DUOMO In Piazza del Duomosorge la Cattedrale romanico-gotica dove sono custodite opere dei più grandi scultori italiani da Nicola Pisano a Gianlorenzo Bernini. Altri tesori artistici, che un tempo arricchivano l’edificio sacro, trovano oggi collocazione nelle sale del Museo dell’Opera del Duomo. Tra gli altri capolavori, vi si conservano le statue marmoree di Giovanni Pisano che abbellivano la facciata della Cattedralee la Maestà(1308-1311) di Duccio di Buoninsegna, la più grande tavola dipinta della scuola italiana a noi pervenuta. La “ Maestà” rappresenta una Madonna in trono con il Bambino, motivo particolarmente caro ai senesi che elessero la Vergine protettrice della città dopo la vittoria nella battaglia di Montaperti (1260) contro i fiorentini. Nel dipinto dominano i colori brillanti ed il fondo oro. L’uso del fondo oro frate camaldolese, morto eroicamente in una battaglia del 1207. C’è chi è sicuro di averlo visto mentre si aggirava nei paraggi dell’entrata nelle sere tempestose e, addirittura, qualcuno giura di essere vittima del lancio dei suoi sassi.
ORTI DEI TOLOMEI Procedendo per Via P. A. Mattioli, sul lato sinistro della strada, una stretta apertura nel muro che costeggia la via, ci introduce in un’area verde: gli Orti dei Tolomei. I prati sono percorsi da un viottolo e disseminati di panchine che offrono l’opportunità di una sosta piacevole. Situati in una posizione piuttosto elevata, dominano la Valle di Valdimontoneed il colle di fronte, sulle cui pendici sorgono, fitte, le case di rioni popolosi. A destra lo sguardo è catturato dall’imponenza della Basilica dei Servi, sulla sinistra la Torre del Mangiasi innalza snella nel cielo.
FOSSO DI SANT’ANSANO Usciamo da Piazza del Duomoda Via dei Fusarie giriamo a sinistra nel Vicolo di San Girolamo, una stradina stretta e ripida, quasi nascosta, che precipita, silenziosa, in Piazzetta della Selva. Procediamo lungo Via del Fosso di Sant’Ansano. Il nome della strada ricorda il luogo dove, secondo la leggenda, il Santo Patrono di Siena sarebbe scampato miracolosamente al martirio. Infatti si narra che Ansano, condannato a morte per essersi rifiutato di adorare gli dei pagani, uscì illeso da una caldaia d’olio bollente. Il proconsole romano Lisia decretò allora la morte per decapitazione. Ansano morì a Dofana il 1 Dicembre 303. Nei punti dove rimbalzò la testa del martire sgorgarono sorgenti d’acqua.
Strutture consigliate:
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