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Informazioni turistiche Centro Siena
PIAZZA DEL CAMPO All'uscita dagli “Orti”, scendendo Via Sant’Agata, attraversiamo l’ Arco di San Giuseppe, resto della porta di un’antica cinta muraria. Poi si percorre la ripida discesa che caratterizza il primo tratto di Via G. Duprè, e si prosegue per Piazza del Campo. La Piazza è, da sempre, il punto di ritrovo dei cittadini ed il luogo che i senesi considerano il “salotto buono” della città. Proprio qui, infatti, sorge il Palazzo Pubblico, uno dei più importanti edifici civili in stile gotico, al cui interno si sono susseguiti i governi della città a partire dagli ultimi anni del Duecento, quando vi si insediarono i Nove. Poiché i Nove governanti non potevano uscire dal Palazzo per i sei mesi che duravano in carica, fecero costruire un balcone rivolto verso Piazza del Mercato (la Loggia dei Nove) per “prendere aria”. All’interno del Palazzo troviamo il Museo Civico che conserva capolavori come la Maestà e il Guidoriccio da Foglianodi Simone Martini, il Buono ed il Cattivo Governodi Ambrogio Lorenzetti. Uno spettacolo altrettanto sorprendente si presenta al visitatore che salga i 400 scalini della Torre del Mangia. Da lassù lo sguardo domina la città intera, le sue torri, le porte, i vicoli, le sue case a mattoni rossi. Proseguiamo per Via delle Cerchia, una strada che procede quasi in piano verso il Prato di Sant’Agostino. Un tempo si chiamava “Via della Lellera”, perchè i muri delle case erano parzialmente ricoperti di edera, “lellera” in senese.
Il Prato di Sant’Agostino è un piazzale alberato che si affaccia sulla valle di Valdimontoneed affianca la Chiesa di Sant’Agostinodove sono conservate opere d’arte di gran valore, tra cui affreschi di Ambrogio Lorenzetti, Francesco di Giorgio Martini, e uno tra i più antichi organi della città. A pochi metri dal Prato c’è la Pinacoteca Nazionale di Siena. Scendendo per Via P. A. Mattiolitroviamo l’ Accademia dei Fisiocritici, il cui museo raccoglie le più importanti collezioni scientifiche senesi. Pochi passi più avanti si vede l’ingresso dell’ Orto Botanico, situato nella valle che si estende fino all’antica cinta muraria. Secondo la leggenda, fra la vegetazione aleggia lo spirito di Giomo, un primo tratto, affacciato lungo le mura, offre uno splendido panorama sulla campagna sottostante. La struttura fortificata che si vede in lontananza sulla sinistra è l’antico Monastero di Sant’Eugenio, fondato prima dell’anno Mille. Nel punto dove la strada fa angolo, seguiamo il vialetto che costeggia le mura e, attraverso un sentiero fra gli olivi, andiamo a scoprire uno degli angoli più nascosti della città. Proprio qui sorge la Fonte delle Monache, costruita in un luogo appartato per permettere alle monache di clausura di lavare i panni senza essere viste.
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